LA MIA STORIA CINOFILA E VANATORIA

La mia storia cinofila ha radici particolari, mio padre era ed è ancora un cacciatore di conigli, un classico per un siciliano. Erano gli inizi degli anni 70. Non avevo ancora la forza di correre e già volevo seguirlo sempre nelle sue uscite con i cani nel periodo dell’addestramento, rimasi attratto dal vedere lavorare quei cani a rincorrere i conigli, mi piaceva alzarmi presto la mattina, stare in mezzo alla natura e fu subito amore. Mio padre non mi portava spesso con lui ed io rimanevo a casa ad aspettarlo, ma quando rientrava mi mettevo seduto vicino a lui e aspettavo che mi raccontasse tutte le scene di caccia. All’età di 8 anni mio padre mi regalo una cagna di 3-4 anni un incrocio fra cirneco e pastore tedesco, per lui era uno scarto e quindi non valida per la caccia. Era il mese di luglio del 1974 in quel periodo avevamo l’officina di mio padre vicino alla campagna e la sera dopo le 18 insieme ad un mio amico con un anno più grande di me facevamo uscire i cani. Lea era il nome di questa cagna che per sempre rimarrà impressa nella mia vita. La prima sera che andammo fuori con i cani, Lea riuscì a prendere 3 conigli con la bocca, ero felice. Arrivai a casa con i conigli in mano e mio padre mi domanda: ma questi dove li avete presi, io tutto fiero rispondo, me li ha acchiappati Lea, mio padre stentava a crederci , ma io invece rafforzavo la mia malattia venatoria. L’indomani la scena fu la stessa, ritorno a casa dopo 2 ore di allenamento e porto altri 3 conigli, mio padre incomincia a non credere più era impossibile che una cagna che a lui non gli avesse mai scovato un coniglio, a me riuscisse a farmi divertire e farmi tornare a casa sempre con la cacciatora piena di conigli e di sogni. La sera seguente mio padre non convinto di quello che gli avevo raccontato viene con noi, si ferma hai margini della strada e guarda come conducevo i cani, non credeva ai suoi occhi, Lea la cagna che in quei 4 anni di età non aveva dimostrato nulla, sotto la mia conduzione era la cagna più forte che lui in tanti anni di caccia avesse visto in azione. Le parole di mio padre mi facevano sempre più crescere l’ardore per la caccia.

Passarono alcuni anni e la mia passione venatoria era ormai nota a molti amici e conoscenti del posto. Avevo 14 anni e visto che ero abituato a guidare trattori, gru, muletti e furgoni, mio padre mi faceva prendere una vecchia renault 4 per andare nelle vicine campagne dietro al canile. All’inizio facevo poca strada ma pian piano che presi coraggio mi giravo ogni posto. L’incoscienza era tanta che non pensavo mai che potevano prendermi senza patente e farmi togliere il piacere, ma questi erano piccoli dettagli. Più passava il tempo e più imparavo o cercavo di imparare andando con persone molto più preparate di me, infatti i miei maestri di caccia hanno avuto almeno 40 anni in più di me, sempre. Da queste conoscenze oltre ad imparare come condurre i cani imparai anche come selezionare e accoppiare. Ormai ero un pò più cresciuto, avevo avuto già il mio porto d’armi e anche la patente e negli anni 80 mi venne la voglia di allevare qualche cane da ferma. La mia prima passione fu il kurzhar, ma le delusioni furono enormi, troppe fregature e tanti soldi buttati al vento. Dopo qualche anno abbandonato il sogno del kurzhar. Tramite un amico comprai un setter di 18 mesi da un signore che abitava dentro ad un parco e che a causa di alcuni suoi problemi familiari se ne privava. Era il mese di settembre e comprai Nico, questo era il suo nome. Nico non aveva documenti e non si conoscevano le sue origini ma era un grandissimo setter sia morfologicamente che funzionalmente. Ovviamente il cane era già avviato alle beccacce ma non poteva darmene prova fino a che non arrivasse il passo. Io ormai ero deciso a prendermi un setter e mi fidai di quello che mi disse quell’uomo. Arrivò novembre e con esso le beccacce e venne il momento di provare Nico. Io non ero mai stato a caccia di beccacce con un cane da ferma e quel giorno lo ricordo molto bene, Nico scese dalla macchina, fece 50 metri dentro al bosco e inizio a fermare beccacce. Ero teso a vederlo in ferma, l’adrenalina mi saliva cosi forte che non avevo più il controllo dei miei nervi. Volarono tante beccacce quel giorno, e quel giorno altrettante beccacce padellai. Il mio amico Giuseppe che mi guardava meravigliato di cosa era capace di fare il cane mi chiese il fucile, ed io me ne liberai molto volentieri. Nico continuo a trovarne altre 5 e Giuseppe riuscì a prenderne 3. Ormai stava facendo buio e feci ritorno a casa. La notte non potevo dormire nei miei occhi passavano tutte quelle immagini di ferme guidate gattonate riporti, e capì che Nico mi aveva risvegliato un'altra passione da me sconosciuta, la caccia con il cane da ferma, LA CACCIA ALLA REGINA DEI BOSCHI. Quell’anno non persi un giorno a rincorrere beccacce e pian piano la mia avidità di beccacciaio cresceva sempre di più. Arrivò la primavera e una erlichiosi si porto via Nico, non vi dico le lacrime che ho versato per quel cane, comunque ormai la passione per il setter era accesa che incominciai a mettermi alla ricerca di un sostituto. La scelta era vasta nelle riviste del settore gli annunci si sprecavano e da li iniziai a comprare qualche soggetto. Non vi dico le delusioni quanti soldi buttati al vento quanti viaggi di cani avanti e indietro dal nord alla mia Sicilia, ma niente da fare lo scarto che ebbi in mano era incredibile.

Nel frattempo trovai un kurzhaar che riuscii a portare anche in gara con degli ottimi risultati, gia al primo anno aveva preso 3 C.A.C. a beccacce. In quelle occasioni di gare specialistiche ebbi la fortuna di conoscere Giancarlo Bravaccini che con i suoi setter mieteva successi in qualunque gara. I suoi cani mi piacevano tanto, e li guardavo anche durante i turni, infatti fu in una di quelle occasioni che gli chiesi un cucciolo. Bravaccini fu molto gentile, in quel momento non aveva cuccioli, ma mi promise che me ne avrebbe messo uno per me, infatti dopo qualche mese la cagna partorì e lascio per me un cucciolo bianco arancio. Leccio era il nome del giovane setter, che portai a casa e che allevammo in famiglia. A non piu di 4 mesi lo portavo sulle quaglie e teneva testa anche a cani con molta esperienza. All’età di 18 mesi lo iscrissi alla prima gara di beccacce che avevano organizzato a Ragusa valida per il trofeo Gramignani. Il giudice era Monfroni e Milazzo e a primo colpo Leccio stupì tutti vincendo con la qualifica di 1 ECC. Stessa cosa successe l’anno successivo stessa gare e stesso risultato. Purtroppo Leccio mori prematuramente lasciando un grande vuoto dentro di me. Cercai di contattare Bravaccini per avere un altro cucciolo, ma in quel momento non aveva disponibilità. Ormai capivo la genealogia dei campioni che erano in Leccio e andai direttamente a cercare un cucciolo alla fonte , direttamente dal Sig. Orlando Fabbri il padre dei Radenti’s. Lo chiamai una sera di gennaio e gli raccontai la mia avventura con Leccio e anche la mia disgrazia che ebbi, il Maestro mi ascoltava e quando gli chiesi un cucciolo mi disse che non ne aveva, ma che se ne era tenuto uno per Lui e me lo cede volentieri. Passarono pochi giorni e il primo Radenti’s prese posto a casa mia, Lindo era il suo nome che io subito ribattezzai Leccio in onore del primo cane, Leccio non aveva più di 3 mesi ma era già un bel cagnolone. Iniziai subito a portarlo con me in giro cercando di costruire un rapporto di fiducia, i risultati non si fecero attendere, Leccio migliorava giorno per giorno. Intanto i contatti con il Sig. Fabbri erano sempre più frequenti e anche da lui cercavo di carpire il più possibile per la mia crescita cinofila. Arrivò la prima stagione venatoria per Leccio, e dopo aver visto 2 beccacce trovate dalla mia Mora, capì subito quale era il selvatico da cercare e dopo qualche uscita incomincio ad essere sempre più avido e sempre più incontrista, tanto che dopo qualche settimana appena iniziò a capire il gioco, per Mora (Madonna del dianella, madre di Olmo e Oslo di Bravaccini) trovare beccacce divento molto più difficile con lui come compagno di caccia, infatti il primo anno Leccio riusci a trovare 70 beccacce non poca cosa per un cane di 1 anno di età. Non seguo tanto le prove, ma visto che ne fanno qualcuna specialistica a beccacce nel mio paese, l’organizzatore che è un amico il sig Veraldi , spesso mi coinvolge. Quel giorno mi giudico il sig. Mantovani, ricordo che Leccio parti molto bene e al settimo minuto ando a trovare una beccaccia sotto un pino, mi avvicinai e chiamai il punto, purtroppo dopo l’involo Leccio fece 2 passi, ma il giudice mi disse che aveva fatto un buon turno. La sera al momento del risultato Leccio fece 3 MB, ma dopo la classifica il Giudice Mantovani fece una nota dicendo, se oggi dovessi scegliere un cane per andare a caccia sceglierei Leccio del sig Cannella un cane che anche se giovane (aveva 1 anno) dimostra di conoscere molto bene le astuzie della beccaccia. Quella nota per me e stata più importante di un CAC , perche mi fece capire che cane avessi nelle mani.

LE PROVE CINOFILE

Bensì sono un cacciatore molto accanito, ogni tanto per vedere la salute dei miei cani non mi dispiace fare qualche gara per potermi far giudicare da persone esterne e estranee a me, mettersi in discussione per me è molto importante, vedere a che punto il lavoro di miglioramento del cane da beccacce è arrivato, per me è molto importante. La mia prima esperienza in prove risale al 2000, devo dire che non è stata una bella esperienza anche se fu una gara fra amici, non mi appassionò tanto, ma mi servi per poter capire come portare un cane in gara. L’anno successivo organizzarono qualche gara in più nelle mie vicinanze e incominciai a frequentare qualche campo anche per rendermi conto di cosa chiedeva in quel tipo di gare (S. Uberto). Preparai un cane, era una femmina setter inglese e 3 settimane dopo andai a partecipare anche io. Quella domenica si gareggiava per un memorial e essendoci un bel trofeo i partecipanti erano tanti e preparati. La fine della giornata mi vide vincitore del trofeo e quella fu la mia prima vittoria. Intanto i cani a beccacce riuscivo ad allevarli e a selezionarli e a detta degli amici erano dei soggetti esclusivi. Arrivarono anche le prime gare a beccacce, e con grande sorpresa alla mia prima partecipazione misi una cane in classifica vincendo la gara con il 1 ECC. Non ho partecipato a molte gare, ma a quelle poche che ho fatto sono sempre riuscito ad andare a punto e a mettere un cane in classifica.



Anno
Soggetto
Qualifica
Tipologia
Luogo
2013
Athena delle milizie
1 Ecc.
Gara su selvatico abbattuto
Ragusa
2013
Radenti's Lindo
1
Trofeo Regina del Bosco
Italia
2013
Radenti's Greco
2 Ecc.
Expo Int. Ragusa
Ragusa
2013
Radenti's Lindo
1 Ecc.
Expo Int. Ragusa
Ragusa
2012
Radenti's Greco
2 Ecc. Ris. Cac.
Gara a Beccacce
Trapani
2012
Radenti's Lindo
1 Ecc. Cac.
Gara a Beccacce
Trapani
2012
Radenti's Lindo
1 Ecc. Cac.
Gara a Beccacce
Chiaramonte
2012
Radenti's Lindo
2 Ecc.
Gara a Beccacce
Chiaramonte
2012
Amy delle Milizie
3 Ecc.
Gara a Beccacce
Chiaramonte
2012
Radenti's Lindo
1 Ecc. Cac.
Gara a Beccacce
Chiaramonte
2012
Radenti's Greco
1 Mb.
Gara a Beccacce
Trapani

LEGGI TUTTO

2012
Radenti's Noe
1 Ecc.
Prova S. Uberto
Ragusa
2012
Radenti's Greco
1 Ecc.
Prova Classica
Catania
2011
Amy
1 Ecc.
Prova a Beccacce
Chiaramonte
2011
Radenti's Greco
1 Mb.
Prova a Beccacce
Burgio
2011
Radenti's Lindo
1 Ecc.
Prova a Beccacce
Burgio
2010
Radenti's Noe
Vincitore
Campionato Siciliano su selvatico abbattuto
2010
Radenti's Lindo
1 Mb.
Prova a Beccacce
Burgio
2010
Radenti's Lindo
1 Ecc.
Prova a Beccacce
Burgio
2009
Radenti's Lindo
1 Ecc.
Prova a Beccacce
Chiaramonte
2008
Radenti's Lindo
1 Mb.
Prova a Beccacce
Chiaramonte
2006
Leccio della Trabaltana
1 Ecc.
Prova a Beccacce
Chiaramonte
2005
Leccio della Trabaltana
1 Ecc.
Prova a Beccacce
Chiaramonte


LE GENEALOGIE

Da alcuni anni dopo l’amicizia creatasi con Giancarlo Bravaccini e Orlando Fabbri, le mie linee di sangue sono ben definite, Radenti’s con qualche innesto di cani della Trabaltana e alcune femmine degne per essere accoppiate con i miei stalloni esclusivamente Radenti’s. La cosa che più cerco nelle femmine da dare ai miei maschi è la caccia, quella è la prima cosa che in assoluto li deve distinguere dagli altri, poi vado anche a curare la parte morfologica, galoppo, movimento, ferma, e non per ultimo avidità, questa per me è importante come essere cacciatore. Sono diversi anni che faccio cucciolate, mai più di 2 l’anno, e gli amici che vanno a caccia con i miei soggetti sono molto contenti, le telefonate di ringraziamento sono la testimonianza che quello che sto portando avanti e un lavoro fatto bene e con scrupolo. I miei programmi futuri sono uguali a quelli che mi hanno portato ad iniziare questa avventura, voglio creare un setter che sia come lo sogno io e esaltare le doti che fino ad oggi ho saputo imprimere nei miei soggetti, un cane di grande stile, bello a vedersi e con grande forza atletica cacciatore instancabile equilibrato e affettuoso.

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